Il vergaro

<< È scritto che chi lascia la famiglia e va ad abbracciare il potere, è servo. Così pensava il novanta per cento della gente che lavorava le mezzadrie nella valle.>>

<<Afferra la mia mano destra, figlio, appoggiamela sulla tua robusta spalla. Le nostre mani si tocchino, si stringano. Sono mani che hanno strigliato vacche, sparato nella grande guerra del ’15-’18 e scritto anche poesie, di mattino, sulla groppa mentre le strigliava, per sfogare l’ispirazione. Oh, mica ero Leopardi, io! Quello era un signore, uno che aveva bisogno di noialtri per mangiare. Infatti, il suo mezzadro, ogni giorno partiva dalla fattoria per portare al Palazzo ogni sostentamento. Che ne sapeva, Leopardi , della poesia contenuta in una calda cacata di vacca che, d’inverno, scaldava l’intera famiglia nella stalla?>> (Neno Pigliacampo)

Il vergaro – storie di contadini nella valle di Leopardi , Renato Pigliacampo.

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