Ott 182011
 

Abbiamo appena assistito all”ennesimo tentativo di introdurre norme che “regolano” l’informazione.
Mi riferisco al recente caso di Wikipedia Italia (leggi il comunicato integrale) e alla proposta di un disegno di legge, il quale contiene un comma che obbliga <<i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica>>, quindi tutti i siti web, a pubblicare entro le 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Purtroppo, la valutazione della lesività di detti contenuti non viene rimessa a un giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Qual è la vera causa di tanta irragionevolezza?
Concodo con Luca De Biase, che elenca una serie di motivazioni:

  1. disattenzione, se non si vuole dire ignoranza, del legislatore;
  2. un certo orientamento punitivo nei confronti delle attività “incontrollabili” che si svolgono su Internet;
  3. mancanza di sensibilità verso l’innovazione;
  4. sottovalutazione dell’importanza raggiunta dalla rete nella nostra società (e da qui la serrata di wikipedia.it, che il 4, 5 e 6 ottobre 2011 ha ritenuto necessario oscurare le voci dell’enciclopedia).

Italianamente: all’italiana, appunto.

p.s.: al momento, sono in discussione gli emandamenti che dovrebbero aggiustare il tiro. Tra i numerosi, troviamoquello di Cssinelli, Palmieri, Scandroglio, Barbareschi:

Al comma 29, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole: , ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5.

 

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