Ago 102012
 

Il “social data mining” si occupa di analisi di informazioni generate dai social network.

Recentemente, Twitter ha siglato un accordo con la società inglese DataSift, la quale avrà accesso a ricerche (collegate a metadati, ovvero informazioni su luoghi, lingue, ecc.)  fino 24 mesi nel passato, per scandagliare le discussioni su un prodotto, gli umori della gente durante un avvenimento, e molto altro (per avere un’idea delle possibilità, consiglio di leggere il bel romanzo di Jeffery Deaver,  “La finestra rotta”).
Basti pensare che lo spazio occupato dai messaggi inviati su Twitter negli ultimi due anni è pari a 22mila dvd da 4,5GB.

Ritorniamo al discordo del “big data”: un’attività che muoverà, entro la fine dell’anno, 5 miliardi di dollari e, nelle previsioni tra 5 anni, ben oltre 53 miliardi di dollari, cioè 10 volte tanto rispetto il 2012.

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