Ago 122011
 

Hans KungRiprendo un tema molto caro a Hans Kung, uno dei teologi più importanti del nostro tempo.
Kung sostiene che l’umanità postmoderna, tecnologica e complessa, abbia bisogno di valori, fini, ideali e visioni comuni e l’unico modo per contrastare le sfide del presente, è creare spazi d’incontro fra etiche diverse, creare momenti di riflessione sugli atteggiamenti morali fondamentali dell’uomo.
Quindi promuovere una pace mondiale attraverso l’individuazione di elementi comuni tra le diverse religioni, le diverse ideologie.
Secondo Kung, il progetto per un’etica mondiale è sostenuto da quattro convinzioni fondamentali:
– non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni;
– non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni;
– non c’è dialogo tra le religioni senza norme etiche globali;
– non c’è sopravvivenza del nostro pianeta senza un’etica globale, un’etica mondiale.

Alla base di queste convinzioni c’è,  secondo il teologo, la necessità di recuperare un elementare principio fondamentale di umanità da sempre richiamato da grandi umanisti come Immanuel Kant, Martin Luther King, Nelson Mandela, ovvero il principio secondo il quale ogni persona deve essere trattata con umanità, l’essere uomo presuppone una connessione inalienabile con la dignità umana, la quale è punto di partenza dei diritti umani universalmente riconosciuti.
L’ethos mondiale, quindi, è strettamente associato alla regola aurea già formulata da Confucio cinquecento anni prima di Cristo: “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. Questa è una regola comune a tutte le religioni mondiali, pertanto punto di partenza per un reale incontro fra le religioni che non possono non riconoscere la loro  corresponsabilità per la pace mondiale.

Per approfondire: Dichiarazione per un’etica mondiale, Parlamento delle religioni mondiali (1993)

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