Giu 132011
 

Tullio De Mauro ci ricorda che una legge si differenzia da altri testi in quanto dovrebbe
<<trasferire conoscenze al destinatario perchè questi le utilizzi, in tempi deifniti, per regolare il suo comportamento pratico>>.

Ora, ognuno di noi potebbe trovare pressochè infinite casistiche di leggi italiane che poco hanno a che fare con la chiarezza.

Un bell’esempio ci viene suggerito dal senatore Luigi Zanda, relativamente alla nuova disciplina delle opere pubbliche (decreto sviluppo):

<< Le disposizioni di cui al comma 2, lettera o), si applicano a partire dal decreto ministeriale di cui all’articolo 133, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, di rilevazione delle variazioni percentuali per l’anno 2011, da adottarsi entro il 31 marzo 2012, ed ai lavori eseguiti e contabilizzati a decorrere dal 1° gennaio 2011. (…)  Le disposizioni di cui al comma 2, lettera q, numero 2), non si applicano alle procedure già avviate alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni di  cui all’art. 153, commi 19 e 20, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, nella formulazione previgente>>

Insomma: senza chiarezza, non c’è libertà, non c’è sviluppo!

 

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