Ago 042011
 

In Italia predomina un sentimento antiscientifico, che ha fatto sì che le nostre migliori menti scientifiche non siano state opportunamente valorizzate (le famose “fughe di cervelli”), se non addirittura denigrate.
Come se la scienza non facesse parte, di diritto, della nostra cultura.
Cultura scientifica e cultira umanistica non sono affatto in contrapposizione.
Privilegiando soltanto la cultura umanistica, si tralasciano, o si considerano inferiori, tutte quelle forme di conoscenza dalle quali dipende il nostro futuro: la fisica, la matematica, la biologia, l’economia e così via.
Non si potrebbe ripartire da una nuova concilazione tra Dante, Leopardi o Calvino (magari passando per Leonardo, Levi, e molti altri, per rendere meno traumatico il cammino) per arrivare agli ultimi importanti autori scientifici (quanti premi Nobel potremmo elencare…)?
Il passaggio, semplice, è nelle mani di quei volenterosi insegnanti che, nelle scuole, hanno la possibilità di aprire il mondo alle nuove generazioni.

Coraggio.

 

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