Set 062011
 

Bernard Lonergan (1904-1984) è un teologo che studiando Dio ha approfondito anche i temi dell’economia, insistendo su quanto fosse importante per gli economisti “passare attraverso una conversione morale e intellettuale“.

I precetti trascendentali come modo di intendere la conoscenza.
Da qui la necessità che l’educazione introduca alla complessità e all’armonia della conoscenza dell’uomo; potremmo riassumere gli impegni che vengono da questo modo d’intendere la conoscenza in tre precetti che Lonergan chiama trascendentali.

Sii attento
Anzitutto, sii attento; vuole dire: saper cercare e accogliere i dati che la realtà ci offre con interesse e rispetto.
Potrebbe infatti accadere che manchi l’interesse e allora i dati non vengono cercati né accolti (ci sono delle persone che vedono tante cose ma che in realtà non vedono niente, le cose passano davanti a loro ma non se ne accorgono).
O potrebbe accadere che una visione troppo interessata (noi diremmo: “ideologica”) ci faccia chiudere gli occhi sui dati che non corrispondono alle nostre attese (idee), o ci faccia esagerare la presenza di dati che confortano quello che vogliamo vedere.
In tutti questi casi la conoscenza viene necessariamente deformata.

Sii intelligente
Il secondo precetto è: sii intelligente. Significa: non ti accontentare di vedere, di udire, di toccare; ma impara a farti delle domande: che cos’è questo? Perché succede questo? Queste domande presuppongono la convinzione che il mondo sia intelligibile; che sia quindi possibile comprendere i dati raggruppandoli, confrontandoli, ponendoli in relazione tra loro.
Diceva Qohelet: “Il saggio ha gli occhi in fronte, ma lo stolto cammina nel buio”.
Per chi capisce, la realtà acquista una particolare luminosità che permette alla persona di muoversi tra gli eventi con maggiore libertà. Anzi, permette alla persona di allontanarsi dall’impressione del dato immediato in modo da comprendere le cose in profondità.

Sii razionale
Il terzo precetto trascendentale è: sii razionale. Cioè, sappi dare dei giudizi che siano rispettosi dei dati. Prima di dare un giudizio, misura gli atti d’intelligenza che hai prodotto confrontandoli con i dati, con tutti i dati; solo a questo punto puoi dare un giudizio e lo puoi qualificare ragionevolmente come giudizio certo o probabile o solo possibile.
Si tratta di rispettare la realtà, di sottomettere le nostre intelligenze al vaglio impietoso dei dati, di cambiare con decisione le ipotesi in modo che corrispondano sempre meglio a ciò che i dati ci offrono da spiegare.

Lonergan ritiene che nella nostra cultura siano frequenti gli atti d’intelligenza, ma siano rari quelli di autentico “giudizio”.
O, detto in altro modo, siamo intelligenti ma non siamo sufficientemente critici con noi stessi, con le nostre idee. Ci accontentiamo di essere brillanti: quando intravediamo un’ipotesi di spiegazione che ci soddisfi, ci attacchiamo ad essa senza sottoporla al necessario vaglio della ragione (senza vagliarla nel confronto con la realtà). Non ci chiediamo abbastanza: è davvero così, o sto immaginando la realtà? Molte volte il desiderio che le cose stiano in un certo modo basta a farcelo credere; è il vizio dei giudizi cosiddetti “ideologici”, che sono numerosi!

Ma la “conversione intellettuale” non è tutto.
Bisogna giungere anche alla “conversione morale”.
L’uomo non si accontenta di conoscere; desidera agire e quindi decidere in vista dell’azione. Ma come decidere? Secondo quali criteri scegliere? Qui il passaggio decisivo – la conversione – avviene quando si riesce a passare:
dalla ricerca di ciò che è gradevole e soddisfacente,  alla scelta di ciò che è giusto e buono.

Insight: A Study of Human Understanding, Bernard Lonergan, 1957

Profilo su Wikipedia di Bernard Lonergan

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