Apr 042019
 

In Cina le tecnologie di riconoscimento facciale sono così diffuse nelle strade da costituire un vero e proprio sistema di controllo sociale. Ad esempio, alcune aziende applicano sui caschi dei lavoratori sensori intelligenti per analizzare gli impulsi nervosi così da desumere lo stato emotivo del soggetto e, quindi, la sua eventuale inidoneità a svolgere certe mansioni.
Il Garante Privacy Antonello Soro, a riguardo, ha affermato che “in questa regressione neo-fordista, la tecnica che avrebbe dovuto liberare l’uomo dal peso e dall’alienazione della catena di montaggio rischia invece di costringerlo in nuove catene elettroniche, riducendolo a mero ingranaggio”.
In Italia fecero scalpore “i braccialetti” dei dipendenti di Amazon, ma qui siamo ben oltre: il neuro-cap rievoca l’orwelliana polizia del pensiero, in una postmodernità che ripropone l’uomo-automa!
Ma come ha giustamente ricordato lo stesso Garante, l’elemento forse più emblematico del sistema cinese è rappresentato dal Social Credit System, introdotto (per ora su base volontaria, dal 2020 obbligatoria) per valutare l’”affidabilità” dei cittadini, migliorare la “fiducia” nel Paese e promuovere una cultura di “sincerità” e di “credibilità giudiziaria”.
Ai cittadini viene assegnato un “punteggio” fondato sulla valutazione delle frequentazioni, dei contenuti pubblicati in rete, ma anche delle abitudini di acquisto: insomma, una sorta di programma-fedeltà dove il conseguimento di uno scoring alto agevola la fruizione di servizi pubblici e privati, l’esercizio di molti diritti e libertà, mentre un punteggio basso preclude l’accesso al credito, a sistemi assicurativi o previdenziali, a determinate professioni, persino a prestazioni di welfare.
La “vita a punti” dei cinesi sembra indicare la via di un nuovo totalitarismo digitale, fondato sull’uso della tecnologia per un controllo ubiquitario sul cittadino, nel nome di una malintesa idea di sicurezza. Un modello assai lontano da quello europeo di privacy al quale, non a caso, si stanno invece progressivamente ispirando un numero crescente di ordinamenti.
E se vogliamo davvero riportare la persona al centro, non possiamo dimenticare il nostro ruolo come consumatori consapevoli: sta a noi proteggere le nostre informazioni personali, rifiutando di salire stupidamente a bordo di quella “giostra digitale” che, animata ormai da una pervasiva intelligenza artificiale, ha tutte le carte in regola – se accettata passivamente – per farci prigionieri!

fonte: today.it

Nov 162018
 

“Nella società dei consumatori nessuno può diventare soggetto senza prima trasformarsi in merce”
(Bauman, Consumo dunque sono)

Le immagini del consumo sono così pervasive da penetrare nella società in ogni sua parte, a tal punto che i soggetti si reificano, trasformandosi e comportandosi come le merci: il loro sogno è quello di diversificarsi e di farsi desiderare maggiormente rispetto agli altri consumatori-merce, così da non scomparire in quella massa informe di individui che compone la società.

Da questo punto di vista, Instagram è il fenomeno che riassume meglio il percorso di quest’articolo.
Si tratta infatti di un mondo virtuale e iperreale in cui i soggetti si trasformano autonomamente in immagini – spesso modificate e ritoccate – le quali consentono di spettacolarizzare in modo illusorio la propria vita. Un agglomerato di foto e instastory che raccontano chi si è; quanto si vive bene; quali esperienze entusiasmanti si sono vissute.
Per competere con gli altri e risultare più appetibili; per dimostrare quanto si è più popolari; per potersi vendere meglio nel mercato sociale. I like e i followers: un nuovo sistema di recensioni del prodotto in vendita.
Un dispositivo che trasmette in diretta la propria vita e la rende unica, sotto lo sguardo di spettatori che sognano di divertirsi allo stesso modo. Se il simbolo della coscienza borghese era lo specchio, nel quale il soggetto vi si riflette, convinto di ottenere una vera immagine di sé; i nuovi consumatori hanno una vasta gamma di profili nei social network, in cui riflettere quel fatticcio che è la propria identità. Ma quando il telefono si spegne, cala il sipario e viene rivelata la menzogna. E allora il profilo Instagram diventa una confezione bellissima, al cui interno non c’è nient’altro che il vuoto di una normale esistenza: una merce come un’altra.

Luca Martis

Set 032018
 

DATI AGGIORNATI A GENNAIO 2018:

Facebook, che ha superato la soglia dei due miliardi di utenti mensili, è il social network preferito in ben 152 dei 167 paesi analizzati, il 91% dei territori del pianeta.
Se un anno fa alcune nazioni avevano fatto registrare l’interesse per Linkedin e Instagram, oggi l’armata di Zuckerberg ha riaffermato il suo dominio, contagiando quasi tutto il continente africano (probabilmente merito anche delle iniziative per colmare il digital divide e che prevedono l’accesso gratuito al social network).

Gli unici baluardi contro lo strapotere di Facebook sono Odnoklassniki (OK.ru ha 71 milioni di utenti attivi al Mese) e VK (in precedenza noto come VKontakte ha 97 milioni di attivi al mese) entrambi leader in 7 paesi dell’ex blocco sovietico, e QZone in Cina. Particolare la situazione in Iran dove, a causa della censura di stato, riesce ad emergere Instagram.

 

Ma cosa succede dietro le posizioni di leadership?
Nelle 57 nazioni analizzate, si nota una competizione serrata tra Instagram, al secondo posto in 23 paesi, e Twitter, presente in 22 paesi. Il primo, in questo anno, è cresciuto fino a conquistare 800 milioni di utenti mensili, mentre il secondo pur crescendo di poco (ora ha 330 milioni di utenti) ha strappato 12 nazioni al network delle immagini.
In questi 12 mesi è cresciuto anche Reddit, il forum 2.0, che ha conquistato la seconda posizione in 7 nazioni, tra cui Australia, Canada, e i paesi del nord Europa.

Per riepilogare lo stato attuale della comunicazione online, è utile utilizzare una matrice a 3 dimensioni: il tipo di comunicazione (da “uno-a molti” a “uno-a uno”), la natura dei messaggi (passeggero vs permanente), la grandezza di ogni community (in termini di utenti attivi mensilmente).

Updated statistics about the most used social media in the world (only based on official information).

 

Updated statistics about the most used Instant Messaging Apps in the world (only based on official information).

Apr 212018
 

Interessante scambio di pensieri:

“L’Intelligenza Artificiale è il futuro non solo della Russia, ma dell’umanità. Qui risiedono possibilità e minacce colossali difficili da prevedere oggi. Chiunque diventerà un leader in questa sfera sarà sovrano del mondo.”

Putin, nel discorso ufficiale per l’inaugurazione dell’anno scolastico russo, Settembre 2017

“Cina, Russia, presto tutte le nazioni forti nel settore dell’informatica. La competizione tra nazioni per la supremazia in campo IA sarà probabilmente la causa della terza guerra mondiale.”

Elon Musk, fondatore di SpaceX, cofondatore e CEO di Tesla,
risponde su Twitter al messaggio di Putin, Settembre 2017