Mag 312019
 

“Se l’Italia avesse a durar tuttavia come un museo o un conservatorio di musica o una villeggiatura per l’Europa oziosa, o al più aspirasse a divenire un mercato dove i fortunati vendessero dieci ciò che hanno arraffato per tre; oh per Dio non importava far le cinque giornate e ripigliare a baionetta in canna sette volte la vetta di San Martino […]
L’Italia è risorta nel mondo per sé e per il mondo, ella, per vivere, deve avere idee e forze sue, deve esplicare un officio suo civile ed umano, un’espansione morale e politica.
Tornate, o giovani, alla scienza e alla coscienza de’ padri, e riponetevi in cuore quello che fu il sentimento il voto il proposito di quei vecchi grandi che han fatto la patria; l’Italia avanti tutto! L’Italia sopra tutto!”

Giosuè Carducci, 1897

Nov 162018
 

“Nella società dei consumatori nessuno può diventare soggetto senza prima trasformarsi in merce”
(Bauman, Consumo dunque sono)

Le immagini del consumo sono così pervasive da penetrare nella società in ogni sua parte, a tal punto che i soggetti si reificano, trasformandosi e comportandosi come le merci: il loro sogno è quello di diversificarsi e di farsi desiderare maggiormente rispetto agli altri consumatori-merce, così da non scomparire in quella massa informe di individui che compone la società.

Da questo punto di vista, Instagram è il fenomeno che riassume meglio il percorso di quest’articolo.
Si tratta infatti di un mondo virtuale e iperreale in cui i soggetti si trasformano autonomamente in immagini – spesso modificate e ritoccate – le quali consentono di spettacolarizzare in modo illusorio la propria vita. Un agglomerato di foto e instastory che raccontano chi si è; quanto si vive bene; quali esperienze entusiasmanti si sono vissute.
Per competere con gli altri e risultare più appetibili; per dimostrare quanto si è più popolari; per potersi vendere meglio nel mercato sociale. I like e i followers: un nuovo sistema di recensioni del prodotto in vendita.
Un dispositivo che trasmette in diretta la propria vita e la rende unica, sotto lo sguardo di spettatori che sognano di divertirsi allo stesso modo. Se il simbolo della coscienza borghese era lo specchio, nel quale il soggetto vi si riflette, convinto di ottenere una vera immagine di sé; i nuovi consumatori hanno una vasta gamma di profili nei social network, in cui riflettere quel fatticcio che è la propria identità. Ma quando il telefono si spegne, cala il sipario e viene rivelata la menzogna. E allora il profilo Instagram diventa una confezione bellissima, al cui interno non c’è nient’altro che il vuoto di una normale esistenza: una merce come un’altra.

Luca Martis

Ott 222018
 

<<Ma anche la società non mi faceva una gran bella impressione, la gente mi sembrava cieca e sorda ai problemi degli altri e persino ai suoi stessi problemi. Non riuscivo a capire i meccanismi che mandavano avanti il mondo “normale”, dove le persone alla fine rimanevano divise, senza avere niente in comune, senza provare il piacere di condividere le cose. La tipica morale russa mi faceva arrabbiare, tutti erano pronti a giudicarti, a criticare la tua vita, ma poi loro stessi non andavano oltre le serata davanti alla televisione, la voglia di riempirsi il frigo con cibo buono e a poco costo, di ubriacarsi tutti insieme alle feste di famiglia, invidiare i vicini e cercare di essere al loro volta invidiati. Macchine belle, preferibilmente straniere, vestiti uguali per essere come tutti gli altri, sabato sera al bar del paese per farsi belli, bere una birra in lattina prodotta in Turchia, raccontare agli altri che tutto è a posto, che “gli affari” vanno bene, anche se sei solo un umile lavoratore sfruttato e non sei capace di vedere la realtà della tua vita.>>

Educazione siberiana, Nicolai Lilin

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Ott 222018
 

<<Guarda come siamo messi, figliolo…Gli uomini nascono felici, però si autoconvincono che la felicità è qualcosa che devono trovare nella vita… E cosa siamo? Un branco di animali senza istinto, che seguono idee sbagliate, cercando quello che già hanno…
L’uomo vive seguendo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un’altra per poterli capire, e una terza per cercare di vivere senza sbagliare.>>

dialogo tra nonno Kuzja e Kolima, Educazione siberiana, Nicolai Lilin

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Ago 092017
 

Che cos’è bello; che cos’è un’opera d’arte? A tutta prima risponde facilmente: la Divina Commedia, la Gerusalemme Liberata, i quadri del rinascimento; ma, chiede Rensi, perché è così? L’incolto, l’inesperto, di fronte a certe opere rimane spesso indifferente, non ne coglie la bellezza né ha particolari moti d’animo; viceversa, i colti ed i sapienti le osannano, ma il loro giudizio vale molto meno di quello che si crede: infatti, è proprio su quella canonistica che loro hanno studiato per entrare nel novero dei colti. Come potrebbero, avendo studiato quelle opere come modelli supremi di bellezza, non attribuire ad esse un alto valore estetico? Ma il meccanismo, dice Rensi, è autoreferenziale, non si basa su evidenze ma, in fondo, su convenzioni storiche, che si tramandano stancamente ma di cui molti all’epoca di Rensi avvertono il carattere appunto posticcio, relativo, eternamente discutibile.

“Se si avesse la pazienza di pensare fino in fondo si vedrebbe di pensare che questo è un circolo vizioso (bello è ciò che piace ai competenti, competenti sono quelli a cui piace il bello); e che ogni tentativo per risolvere il problema del bello cade irrimediabilmente in tal circolo”.

Giuseppe Rensi (1871-1941)

 

 

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Giu 222017
 

Con il voto dello scorso 14 giugno il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge che riforma il codice penale e il codice di procedura penale. Tra le varie novità introdotte con la riforma, una in particolare è stata letteramente ignorata dal grande pubblico, ma in realtà pone una importante minaccia per la riservatezza dei cittadini: l’introduzione del “trojan” di Stato.

La legge prevede infatti l’utilizzo dei cosiddetti «captatori informatici» per i dispositivi elettronici portatili (dai computer agli smartphone, ma anche qualsiasi apparecchio dotato di microfono, come le Smart Tv o gli elettrodomestici a comando vocale).

La nuova legge prevede che l’ autorità giudiziaria è autorizzata ad installare un “captatore informatico”, comunemente detto “Trojan di Stato”, sui dispositivi da controllare e ne regolamenta l’uso attraverso alcune direttive.

Innanzitutto, l’attivazione del microfono deve avvenire soltanto quando viene inviato un comando esplicito, in base a quanto stabilito dal decreto del giudice che ne autorizza l’uso. Dopodichè, la registrazione deve essere avviata dalla Polizia Giudiziaria, che è tenuta ad indicare  nel “brogliaccio” orario di inizio e fine della registrazione.

Ma la nuova legge sembra non preoccuparsi di affrontare le questioni giuridiche connesse a tutte le altre attività che possono essere eseguite da un trojan e che consentono agli inquirenti di accedere a tutto il contenuto del device infettato: file, e-mail, chat, immagini, video, rubriche, screenshot, etc.

Di fatto il “Trojan di Stato” priva i cittadini di un’adeguata tutela in relazione ad alcuni tra i più essenziali diritti fondamentali, concetto espresso per la prima volta dalla Corte Costituzionale nel 1973 (sentenza n.34/1973), stando al quale “le attività compiute in spregio dei fondamentali diritti del cittadino non possono essere assunte a carico di chi quelle attività costituzionalmente illegittime abbia subito”.

 

 

 

 

Nov 222016
 

<<Quando soffriamo o sopportiamo ad opera di un governo quelle stesse sventure che ci aspetteremmo di patire in un paese privo di governo, la nostra disgrazia è acuita dalla considerazione che siamo noi stessi a fornire gli strumenti della nostra sofferenza.

(…)

Per evitare che gli eletti possano mai crearsi un interesse distinto da quello dei loro elettori, la prudenza suggerirà di indire le elezioni con molta frequenza; difatti, se grazie a questo meccanismo la persona che è stata eletta tornerà a mescolarsi alla massa degli elettori nel giro di pochi mesi, la sua fedeltà nei confronti della collettività verrà garantita dalla sua prudente preoccupazione di non scavarsi la fossa con le proprie mani. E dato che questo frequente avvicendamento instaurerà un interesse comune tra tutti i settori della comunità, essi si sosterranno gli uni con gli altri in modo reciproco e naturale; da questo (e non dal vano titolo di re) dipendono la forza del governo e la felicità dei governati.>>

Thomas Paine, Common Sense, 1776

Saggio rivolto a tutti i cittadini delle colonie americane, mirante a convincere della necessità di ottenere un’indipendenza immediata dall’Impero britannico, con il quale il rapporto non era affatto vantaggioso, né in termini economici e commerciali né in termini politici.

Ott 182016
 

<<Le rivoluzioni devono essere considerate come le rivincite della follia sul buon senso (…). La società borghese ha creato l’uomo macchina, l’uomo funzionario, l’uomo orologiaio, l’uomo regola. Io sogno l’uomo eccezione.>>

L’Homme qui cherche, “Cavalcata paradossale. Caccia al ‘buon senso'”, in La Folla, 6 Aprile 1913