Ott 072016
 

Tutto è cominciato quando Facebook ha censurato la foto storica della “ragazza del napalm” di Nick Ut, simbolo universalmente riconosciuto della guerra in Vietnam. La foto era stata pubblicata dallo scrittore norvegese Tom Egeland, il quale voleva cominciare un dibattito sulle “sette fotografie che hanno cambiato il mondo”.

vietnam, 1972

Non solo questa foto è stata cancellata, ma l’account di Egeland è stato sospeso.

Aftenposten, il quotidiano norvegese più diffuso, il cui proprietario è il gruppo editoriale Schibsted, ha riportato la notizia, inseme alla foto in questione: leggi il comunicato originale.

Facebook ha quindi chiesto al giornale di cancellare la foto o di renderla irriconoscibile nella sua edizione online. C’è di più: prima che il giornale potesse rispondere, Facebook aveva già censurato la foto nella pagina FB di Aftenposten.

Il Primo Ministro norvegese Erna Solberg ha protestato sulla sua pagina di Facebook, ed anche lei è stata censurata.

(Dopo tutta questa querelle, il 9 settembre 2016 Facebook ha ripubblicato la foto: “Visto lo status di icona -spiega il social network- e della sua importanza storica, abbiamo deciso di ripostare la foto”)

Di questo si occupa il recente libro di Cathy O’Neil “Weapons of Math Destruction” (Armi di Distruzione Matematiche), un manuale tanto essenziale quanto l’aria che respiriamo.

O’Neil aveva sottolineato il punto cruciale che Facebook determina, secondo i suo interessi economici, ciò che ciascuno di noi debba vedere (e imparare) nel social network.

Oltre due terzi degli adulti americani ha un profilo Facebook. Circa la metà di loro, secondo una ricerca della Pew Research Center, si affida a Facebook come fonte di notizie, almeno in parte.La maggioranza degli Americani, senza dimenticare molti dei 1.7 miliardi di utenti nel mondo, ignora il fatto che Facebook manipola il feed delle notizie; la gente crede che il sistema istantaneamente condivida tutto ciò che viene pubblicato con tutta la comunità di amici.

E ciò ci porta , ancora una volta, alla questione chiave delle notizie: aggiustando e riaggiustando costantemente il suo algoritmo al fine di mostrare alla gente cosa vuole l’azienda, Facebook ha tutto cio’ che serve per manipolare il sistema politico. Come O’Neil fa notare: “Facebook, Google, Apple, Amazon, Microsoft hanno una vasta mole di informazioni sulla maggioranza della popolazione mondiale e quindi i mezzi per indirizzarci in ciò che vogliono loro”.

Come scriveva George Orwell nella prefazione a “La fattoria degli animali”, <<Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.>>

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