Mag 262017
 

Censurati da Facebook per aver pubblicato una foto con due piantine di cannabis.

È successo alla pagina ufficiale della rivista ‘Dolce Vita Magazine’. Lo scorso 5 marzo 2017 la rivista pubblica sulla pagina ufficiale una delle foto ricevute dai loro lettori. Si tratta di una immagine che ritrae due piantine di cannabis. Due giorni pià tardi Facebook la rimuove perché “non rispetta gli standard della comunità” e l’account personale del membro della redazione che ha pubblicato la foto viene sospeso dal social network per 30 giorni. Facebook ha quindi chiesto di rimuovere dalla pagina ‘Dolce Vita’ ogni fotografia di piante di canapa.

“Quello a cui ci troviamo di fronte è un caso più grave – commenta Matteo Gracis, direttore di ‘Dolce Vita’- che testimonia una nuova stretta repressiva: un conto è vietare una pubblicità, altro è bloccare un account, intimare la rimozione di contenuti che non violano alcuna legge e minacciare la chiusura della pagina di una testata giornalistica con oltre 160mila iscritti. Il paradosso finale? – si legge in un comunicato – L’azienda di Mark Zuckerberg ha sede in California, dove la cannabis è del tutto legale”.

Mag 252017
 

Dati che individualmente non hanno valore, ma che insieme ad altri costituiscono una nuova miniera, con maggiore valore di quelle di oro. Non sono solo i dati privati di ogni singola persona, ma le attività di ciascun individuo, quando fa un acquisto o quando esprime un’opinione nell’ambito di un commento nei social network.

Con i big data è possibile ottenere le preferenze politiche, religiose, sessuali e alimentari, così come la situazione economica, sanitaria, di sicurezza e anche emozionale di ogni persona.

Un gruppo di ricercatori di Amnesty International ha rivelato l’offerta di una di queste imprese, Exact Data, sui dati di 1,8 milioni di musulmani per 138.380 dollari (126.851 euro), cioè 7,5 centesimi di dollaro (7 centesimi di euro) per persona. Questa compagnia, “presume di avere una base di dati di 200 milioni di contatti in Usa che possono essere filtrati attraverso 450 categorie, tra cui religione ed etnia”, dice la ricerca che ha pubblicato sul proprio web. Questo sito, ExactaData.com, offre anche “un ventaglio di liste di contatti preconfigurati”, per esempio, quelli di “statunitensi ispanici non assimilati” (a differenza di quelli che sono integrati nella società Usa, indipendentemente dalla loro condizione legale).

Molte delle imprese che vivono dalla vendita di dati privati di persone, non si nascondono in Internet.
Il fatto che si possano commercializzare queste liste e possano finire in mani indesiderate, fa sì che sia possibile che si usino per iniziative che possano colpire i diritti umani, come la creazione di sofisticati profili che possano rappresentare una minaccia alla privacy”, dice il direttore della comunicazione di Amnesty International Spagna, Miguel Angel Calderon.

Sanno molto di te, ma tu non sai nè che hanno i tuoi dati nè il nome di queste imprese.