Mar 302014
 

<<E poi, mi pare proprio che tu, oltretutto, non compia una cosa giusta lasciandoti andare,
mentre potresti salvarti, perché, in fondo, ti adoperi a far quello che vorrebbero i tuoi
nemici, anzi, che hanno già ottenuto, volendoti morto. E, in più, mi sembra che tu
tradisca anche i tuoi figli che potresti allevare e educare e che, invece, abbandoni e che,
per quanto dipende da te, vivranno in balia del destino, come degli orfani. Il fatto è che,
o non bisogna aver figli o, se si hanno, sacrificarsi per loro, fino all’ultimo, allevandoli
ed educandoli; e tu, al contrario, mi pare che hai scelto il partito più comodo. E, invece,
devi fare quello che un uomo onesto e coraggioso farebbe, specialmente, tu, che dici di
aver perseguito la virtù per tutta la vita.>>

Platone, “Critone”, V

Mar 232014
 

<<È vero che il software non potrebbe esercitare i poteri della sua leggerezza se non mediante la pesantezza del hardware; ma è il software che comanda, che agisce sul mondo esterno e sulle macchine, le quali esistono solo in funzione del software, si evolvono in modo d’elaborare programmi sempre più complessi. La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate d’acciaio, ma come i bits d’un flusso d’informazione che corre sui circuiti sotto forma d’impulsi elettronici. Le macchine di ferro ci sono sempre, ma obbediscono ai bits senza peso.>>

Italo Calvino, “Lezioni Americane”